Le luci di emergenza si verificano ogni sei mesi, l'autonomia si controlla una volta l'anno.
La UNI 11222 è la norma tecnica italiana che stabilisce come si verifica e si mantiene efficiente un impianto di illuminazione di sicurezza, apparecchi autonomi o centralizzati che siano. Non fissa i livelli di illuminamento — quello lo fa la UNI EN 1838 — ma il metodo per controllarli nel tempo: verifica generale, di funzionamento e dell'autonomia, ciascuna con la propria cadenza. Qui c'è cosa prevede la norma, quali controlli tocca fare ogni quanto e come si intreccia con l'obbligo di legge quando c'è.
Cosa regola la UNI 11222, in breve
La UNI CEI 11222:2013 «Luce e illuminazione — Impianti di illuminazione di sicurezza degli edifici — Procedure per la verifica e la manutenzione periodica» è la norma tecnica italiana che descrive come si controlla nel tempo un impianto di illuminazione di sicurezza, dall'installazione fino alla dismissione. Si applica sia agli apparecchi autonomi, con batteria propria, sia agli impianti centralizzati con un'unica sorgente di alimentazione per più punti luce. È tuttora l'edizione vigente, ma il quadro intorno si sta muovendo: la CEI EN 50172 è stata riedita nel settembre 2024 e la UNI EN 1838 nel 2025, e secondo le fonti di settore la UNI CEI 11222:2013 cesserà di essere applicabile da aprile 2027, con la piena transizione alla CEI EN 50172:2024 — verifica lo stato della norma prima di quella data.
Non fissa i livelli di illuminamento né l'autonomia minima richiesta: quello è compito della UNI EN 1838, la norma illuminotecnica che il progetto deve rispettare fin dall'inizio. E non riguarda la costruzione dell'apparecchio, materia della norma di prodotto CEI EN 60598-2-22. La UNI 11222 arriva dopo: prende quei requisiti di progetto e dice come si verifica, nel tempo, che l'impianto continui a rispettarli.
Come per gli estintori, è una norma tecnica volontaria: diventa esigibile dove una legge la richiama. Nei luoghi di lavoro è il DM 2 settembre 2021 a imporre l'illuminazione di sicurezza lungo le vie di esodo e il registro dei controlli — ma per la cadenza delle verifiche rimanda alle norme tecniche di riferimento e al manuale del costruttore, senza fissare un numero proprio.
Le tre verifiche, secondo la norma
La UNI 11222 organizza il controllo dell'impianto in tre verifiche distinte, ciascuna con un oggetto e una cadenza di riferimento diversi.
- 01
Verifica di funzionamento
ogni 6 mesi
persona competente incaricata
- 02
Verifica generale
almeno una volta l'anno
persona competente incaricata
- 03
Verifica dell'autonomia
almeno una volta l'anno
persona competente incaricata o manutentore qualificato
Le cadenze vengono dalla prassi tecnica di riferimento sull'articolo 4 della norma: la UNI 11222 non è un decreto, quindi non fissa un obbligo di legge con un numero secco. Verifica sempre cosa indica il progetto e il manuale del costruttore.
Norma tecnica e obbligo di legge: due cose diverse
La UNI 11222 e il DM 2 settembre 2021 non fanno la stessa cosa: la prima è un metodo tecnico, il secondo un obbligo di legge. Confonderli porta a leggere una cadenza tecnica come se fosse un numero scritto in un decreto.
| Aspetto | UNI CEI 11222:2013 | DM 2 settembre 2021 |
|---|---|---|
| Natura | norma tecnica volontaria | decreto ministeriale, legge dello Stato |
| Cosa impone | il metodo delle tre verifiche e la loro cadenza di riferimento | l'illuminazione di sicurezza lungo le vie di esodo e il registro dei controlli nei luoghi di lavoro |
| Cadenza | funzionale ogni 6 mesi, generale e autonomia almeno ogni anno | rimanda alle norme tecniche e al manuale del costruttore, non fissa un numero proprio |
Dove il decreto richiama la norma tecnica, la cadenza tecnica diventa di fatto il riferimento da seguire — ma resta un rinvio, non un numero scritto nella legge stessa.
Chi esegue le verifiche, e cosa va scritto nel registro
La norma chiede che le verifiche siano affidate a personale con conoscenze adeguate a individuare e applicare le misure tecniche, organizzative e procedurali necessarie: non serve un albo dedicato come per il manutentore di estintori, ma il datore di lavoro o il responsabile dell'impianto deve poter dimostrare che chi controlla sa cosa sta guardando.
Ogni verifica va registrata. Il registro — che la prassi tecnica vuole coerente con la CEI EN 50172, la norma europea sui sistemi di illuminazione delle vie di fuga — riporta almeno la data di messa in funzione, le eventuali modifiche all'impianto, i numeri di matricola degli apparecchi, la data di ogni verifica, chi l'ha eseguita e l'esito, comprese le anomalie trovate e come sono state risolte.
Gli apparecchi con autodiagnosi (i cosiddetti SE, dall'inglese self-testing) segnalano da soli lo stato di carica e l'esito dell'ultimo autotest, e in pratica alleggeriscono il controllo manuale della verifica di funzionamento. Non tolgono però la necessità del registro né la verifica periodica da parte di una persona competente: l'autodiagnosi aiuta a rilevare un guasto prima, non sostituisce chi firma il rapporto.
Punti da tenere a mente per non sbagliare
Sei punti pratici per chi gestisce un impianto di illuminazione di sicurezza.
- Verifica che ogni apparecchio sia visibile e non ostruito da scaffalature, arredi o insegne spostate dopo l'installazione
- Un'autonomia che si accorcia rispetto al valore dichiarato è il primo segnale di batterie da sostituire, non da rimandare al giro successivo
- La cadenza tecnica — funzionale ogni 6 mesi, generale e autonomia una volta l'anno — è un riferimento di partenza: il progetto o il manuale possono chiederne una più stretta
- Il registro delle verifiche va tenuto aggiornato e disponibile, non ricostruito a memoria il giorno del controllo
- «Ogni tot mesi» non è un obbligo di legge con un numero fisso: è una cadenza tecnica, e va presentata come tale
- L'autotest di un apparecchio con autodiagnosi non sostituisce la verifica periodica della persona competente
Attenzione alle fonti che citano ancora il DM 10 marzo 1998
Molte guide online citano ancora il DM 10 marzo 1998 per una cadenza semestrale della verifica dell'autonomia negli ambienti a rischio più alto. Quel decreto è stato abrogato il 29 ottobre 2022 e sostituito dal pacchetto di decreti di settembre 2021 — in particolare dal DM 2 settembre 2021: il nuovo testo impone il registro e l'illuminazione di sicurezza, ma per la cadenza rimanda alle norme tecniche e al manuale, senza più un numero proprio legato al vecchio decreto. Se leggi ancora «DM 10/3/98» come fonte di una cadenza precisa, è una fonte non aggiornata.
Cosa non fissa la UNI 11222
La norma non dice quanti lux servono in un corridoio né per quanti minuti deve restare accesa una lampada: quei numeri stanno nella UNI EN 1838 e nel progetto dell'impianto. Non dice nemmeno come deve essere costruito l'apparecchio, materia della norma di prodotto CEI EN 60598-2-22. La UNI 11222 fissa il metodo di controllo nel tempo, non i valori di partenza.
Questa guida è materiale informativo: non sostituisce le norme citate, il manuale del fabbricante o il parere di un tecnico qualificato. ToriSet organizza scadenze e documenti, non certifica la conformità.
Le stesse scadenze, senza il foglio da ricalcolare.
Chi arriva in fondo a una guida come questa di solito tiene le date su un foglio Excel, su un cartellino o a memoria. Funziona finché i beni sono pochi e la persona è una. Ecco cosa cambia con un registro.
Un foglio Excel con una data per riga, su un PC solo
Un registro condiviso: chi apre la scheda vede cosa scade e chi ha fatto l'ultimo intervento
La prossima scadenza la ricalcoli tu, se ti ricordi
La calcola ToriSet dall'ultimo intervento: a mesi, a ore o quello che arriva prima
Il promemoria è un post-it o un'agenda
Un'email 30, 14, 7 e 1 giorno prima, a te e a chi deve intervenire
Verbali e fatture in una cartella, da cercare quando servono
Allegati all'intervento, sulla scheda del bene
Cosa cambia da un paese all'altro.
La UNI 11222 è una norma tecnica italiana: fuori dai confini nazionali non si applica. Ogni paese ha un proprio riferimento — tecnico, edilizio o regolamentare — che gioca un ruolo simile. Qui sotto gli equivalenti esteri, con l'avvertenza che la fonte che vale resta quella citata, insieme al manuale del costruttore e al progetto.
La scelta resta salvata su questo browser.
Italia
Riferimenti
UNI CEI 11222:2013
La norma tecnica che fissa le procedure di verifica e manutenzione periodica degli impianti di illuminazione di sicurezza degli edifici.
UNI EN 1838
Fissa i livelli di illuminamento e l'autonomia richiesta in fase di progetto, il riferimento a monte della UNI 11222.
DM 2 settembre 2021
Impone l'illuminazione di sicurezza lungo le vie di esodo e il registro dei controlli nei luoghi di lavoro, rimandando per le cadenze alle norme tecniche e al manuale.
Cadenze
Verifica di funzionamento
ogni 6 mesi
persona competente incaricata
Verifica generale
almeno una volta l'anno
persona competente incaricata
Verifica dell'autonomia
almeno una volta l'anno
persona competente incaricata o manutentore qualificato
NotaLe cadenze vengono dalla prassi tecnica di riferimento sull'articolo 4 della norma, non da un numero scritto in un decreto: il DM 2 settembre 2021 impone il registro e la presenza dell'impianto, non fissa la cadenza. Verifica sempre cosa indica il progetto e il manuale del costruttore.
Francia
Riferimenti
NF C 71-830
La norma tecnica francese sui BAES (blocs autonomes d'éclairage de sécurité): verifiche periodiche e manutenzione, l'equivalente tecnico più vicino alla UNI 11222.
Arrêté du 25 juin 1980
Il regolamento di sicurezza per gli ERP (edifici aperti al pubblico) che impone l'illuminazione di sicurezza secondo la categoria dell'edificio.
Arrêté du 14 décembre 2011
Fissa nel dettaglio la manutenzione dei BAES.
Cadenze
Verifica di funzionamento
ogni mese
personale incaricato o tecnico
Test di autonomia
ogni 6 mesi
personale incaricato o tecnico
Controllo generale
una volta l'anno, spesso da un organismo abilitato
tecnico o organismo abilitato
NotaPer i BAES dotati di autotest (SATI) le verifiche mensili e semestrali possono essere semplificate: verifica sempre la scheda tecnica dell'apparecchio e il regolamento ERP applicabile alla categoria dell'edificio.
Germania
Riferimenti
ASR A3.4/7
La regola tecnica tedesca per i luoghi di lavoro su illuminazione di sicurezza e sistemi di guida ottica.
DIN VDE 0108-100
L'equivalente tecnico più vicino alla UNI 11222: pianificazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti di illuminazione di sicurezza.
DIN EN 50172
Il riferimento europeo armonizzato sui sistemi di illuminazione delle vie di fuga, richiamato anche dalla norma tedesca.
Cadenze
Controllo visivo
nella prassi giornaliero o settimanale
gestore dell'immobile
Prova di funzionamento e autonomia
nella prassi una volta l'anno
persona esperta (Sachkundiger)
Verifica approfondita con misura dell'illuminamento
nella prassi ogni 3 anni
persona esperta
NotaIl quadro tedesco è più stratificato di quello italiano, con controlli quotidiani lasciati al gestore e una verifica tecnica periodica affidata a una persona esperta: verifica sempre le indicazioni DGUV e ASR applicabili al tuo edificio.
Svizzera
Riferimenti
Brandschutzvorschriften VKF / AICAA
Le prescrizioni antincendio svizzere: regolano l'illuminazione di sicurezza per le vie di fuga, senza una norma tecnica dedicata come la UNI 11222.
SN EN 1838
Fissa i requisiti illuminotecnici e l'autonomia minima anche in Svizzera, come la UNI EN 1838 in Italia.
Cadenze
Controllo di operatività (apparecchi con autodiagnosi)
nella prassi mensile
gestore dell'immobile
Controllo dello stato di carica
nella prassi una volta l'anno
gestore dell'immobile o specialista
Nuova verifica del valore minimo di autonomia
nella prassi ogni 5 anni dopo il primo collaudo
specialista
NotaCome per gli estintori, in Svizzera la competenza è cantonale e non esiste un unico testo equivalente alla UNI 11222: verifica cosa chiede l'autorità antincendio del tuo cantone e cosa dice la scheda tecnica dell'apparecchio.
Austria
Riferimenti
TRVB S 127
La direttiva tecnica austriaca sull'illuminazione di sicurezza: progettazione, verifica e manutenzione.
OIB-Richtlinie 2
La direttiva edilizia austriaca che impone l'illuminazione di sicurezza per le vie di fuga secondo il tipo di edificio.
ASchG, §29
La legge sulla tutela dei lavoratori che mette in capo al datore di lavoro la sicurezza degli impianti antincendio, illuminazione di emergenza compresa.
Cadenze
Verifica di funzionamento
nella prassi mensile
persona qualificata
Verifica intermedia
nella prassi ogni 6 mesi
persona qualificata
Verifica annuale
nella prassi una volta l'anno, con misura dell'illuminamento almeno ogni 2 anni
persona qualificata
NotaIl quadro austriaco è il più scandito nel tempo fra i quattro esteri: tre livelli di controllo più una misura fotometrica periodica, secondo la TRVB S 127 e la ÖNORM EN 50172.
Quello che ci chiedono di più.
Cosa prevede la UNI 11222?
La UNI CEI 11222:2013 fissa le procedure per la verifica e la manutenzione periodica degli impianti di illuminazione di sicurezza: tre verifiche — generale, di funzionamento e dell'autonomia — con oggetto, responsabile e cadenza di riferimento diversi. Non fissa i livelli di illuminamento, che restano compito della UNI EN 1838.
Ogni quanto si controllano le luci di emergenza secondo la UNI 11222?
Nella prassi tecnica di riferimento la verifica di funzionamento si fa ogni 6 mesi, mentre la verifica generale e quella dell'autonomia almeno una volta l'anno. Sono cadenze tecniche, non un obbligo di legge con un numero fisso: il progetto o il manuale del costruttore possono chiederne una più stretta.
Cos'è la verifica dell'autonomia delle luci di emergenza?
È la misura del tempo per cui gli apparecchi restano accesi dopo l'interruzione dell'alimentazione ordinaria, confrontata con l'autonomia dichiarata in fase di progetto secondo la UNI EN 1838. Si esegue in pratica scollegando l'alimentazione e cronometrando quanto restano accesi gli apparecchi, di norma almeno una volta l'anno.
La manutenzione delle lampade di emergenza è obbligatoria per legge?
L'obbligo di avere l'illuminazione di sicurezza e di tenerne un registro dei controlli, nei luoghi di lavoro, viene dal DM 2 settembre 2021. Le cadenze di verifica che quel decreto richiama, però, sono quelle delle norme tecniche come la UNI 11222 e del manuale del costruttore: la norma tecnica di per sé resta volontaria finché nessuna legge la richiama.
Chi può eseguire le verifiche sull'illuminazione di sicurezza?
La norma chiede personale con conoscenze adeguate a individuare e applicare le misure tecniche necessarie, non un albo dedicato: è il responsabile dell'impianto a dover garantire che chi controlla sappia cosa sta verificando, ed è lui a rispondere del registro tenuto secondo la CEI EN 50172.
ToriSet aiuta a gestire la manutenzione delle luci di emergenza?
ToriSet ti aiuta a rispettare le cadenze di verifica dell'impianto di illuminazione di sicurezza: registri ogni apparecchio con la sua posizione e la sua autonomia dichiarata, e da lì ricevi promemoria automatici per la verifica di funzionamento e per quella dell'autonomia, con un registro digitale degli interventi collegato all'impianto giusto. Le verifiche restano in capo alla persona competente incaricata.
Le luci di emergenza hanno tre verifiche, non una.
Funzionale ogni 6 mesi, generale e autonomia una volta l'anno: tre scadenze diverse per ogni impianto, difficili da tenere a mente su carta. Registra ogni apparecchio con la sua posizione e la sua autonomia dichiarata, e lascia che i promemoria arrivino prima della prossima verifica.
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