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Guida · DAE

La manutenzione di un DAE cambia da marca a marca, e il calendario lo scrive il manuale.

«Ogni quanto si controlla un defibrillatore» non ha una risposta sola: HeartSine mette batteria ed elettrodi in un'unica cartuccia, ZOLL li tiene separati e arriva a cinque anni su entrambi, Philips ferma gli elettrodi a due. Qui ci sono le durate dichiarate marca per marca — HeartSine, ZOLL, Philips, A.M.I. Italia, Cardiac Science, Physio-Control, Schiller — cosa verifica davvero l'autotest e come si tiene il registro di manutenzione in Italia, Francia, Germania, Svizzera e Austria.

Pad-Pak HeartSine: 4 anniZOLL: batteria e piastre a 5 anniPhilips SMART Pads: 2 anni
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Perché non esiste una cadenza di manutenzione valida per tutti i DAE

Per gli estintori c'è una norma tecnica che fissa i mesi; per i defibrillatori no. Nessun testo di legge italiano, francese o tedesco dice quanto dura una batteria o una piastra: la durata la dichiara il fabbricante nel manuale del singolo modello, e la legge — dove dice qualcosa — si occupa d'altro, cioè del registro, della registrazione dell'apparecchio e, in Germania, della verifica tecnica periodica.

Da qui la prima distinzione utile, che non è commerciale ma di progetto. Alcuni apparecchi uniscono batteria ed elettrodi in un'unica cartuccia — il Pad-Pak di HeartSine è il caso più netto — e hanno quindi una sola data da sorvegliare. Tutti gli altri tengono i due ricambi separati: batteria da una parte, piastre dall'altra, due date che quasi mai cadono nello stesso mese e che si scoprono disallineate al primo cambio fuori ciclo.

La conseguenza pratica riguarda chi ha più di un apparecchio. Due DAE di marca diversa nella stessa sede sono due calendari diversi, e nessuno dei due avvisa per l'altro. A questo si aggiunge la regola che vale per ogni marca: gli elettrodi usati su una persona si sostituiscono comunque, anche se la data stampata sulla confezione è lontana anni.

Batteria, elettrodi e autotest, marca per marca

I valori qui sotto sono quelli dichiarati dai fabbricanti per i modelli più diffusi in Italia e in Francia. Dove la documentazione non è univoca la tabella rimanda al manuale invece di indicare un numero: su un DAE un numero sbagliato non si vede finché non serve.

MarcaModelloBatteriaElettrodiAutotest
HeartSine (Stryker)samaritan PAD 350P / 360P / 500Pcompresa nel Pad-PakPad-Pak, batteria ed elettrodi insieme: 4 anni dichiaratiautomatico e periodico, con indicatore di stato a vista
ZOLLAED Plusbatterie al litio tipo CR123: fino a 5 anni in standbyCPR-D-padz: 5 anni; Pedi-padz II pediatrici: 2 anniautomatico, con finestra di stato sul coperchio
ZOLLAED 3batteria dedicata: fino a 5 anni in standbyCPR Uni-padz, adulto e pediatrico: 5 anniautomatico, stato su display e da remoto nelle versioni Wi-Fi
PhilipsHeartStart HS1 / FRxM5070A: 4 anni d'uso dopo l'installazioneSMART Pads II: 2 anniquotidiano e periodico, spia di stato verde lampeggiante
PhilipsHeartStart FR3secondo il manuale del modelloSMART Pads III: secondo il manuale del modelloautomatico, secondo il manuale del modello
A.M.I. ItaliaSaver One (e varianti D / P)secondo il manuale del modellosecondo il manuale del modelloautomatico, secondo il manuale del modello
Cardiac SciencePowerheart G5batteria Intellisense: 4 annisecondo il manuale del modelloquotidiano, settimanale e mensile, con indicatore Rescue Ready
Physio-Control (Stryker)LIFEPAK CR24 anni4 anniautomatico e periodico, con notifica remota nelle versioni connesse
SchillerFRED PA-1secondo il manuale del modellosecondo il manuale del modelloautomatico, secondo il manuale del modello

Durate dichiarate dai fabbricanti nei manuali d'uso e nelle schede dei modelli citati. Vale sempre la data stampata sul pezzo che hai in mano: le revisioni di prodotto cambiano i valori, e un ricambio rimasto in magazzino ha già consumato parte della propria vita prima di essere installato.

HeartSine e ZOLL: una cartuccia sola contro due ricambi separati

HeartSine costruisce i samaritan PAD 350P, 360P e 500P attorno al Pad-Pak: una cartuccia che contiene insieme la batteria e gli elettrodi, con una durata dichiarata di 4 anni. È la soluzione che riduce di più l'errore umano — una sola data per apparecchio, niente combinazioni da ricordare — al prezzo di sostituire due componenti anche quando solo uno è davvero a fine vita. Esiste anche la versione pediatrica, con la propria data: se la tieni in dotazione, le date da seguire tornano a essere due.

ZOLL AED Plus va nella direzione opposta ed è il modello con le durate più lunghe della tabella: batterie al litio di tipo CR123 dichiarate fino a 5 anni in standby e CPR-D-padz — l'elettrodo unico con il sensore che guida le compressioni — anch'esso a 5 anni. Sembra «tutto a cinque anni», ma batteria e piastre restano due acquisti distinti, e se nella teca c'è anche il kit pediatrico Pedi-padz II, dichiarato a 2 anni, è quella la data che comanda il calendario.

ZOLL AED 3 mantiene i 5 anni su batteria e su CPR Uni-padz — gli elettrodi universali che coprono adulto e bambino — e aggiunge un display e, nelle versioni Wi-Fi, la segnalazione dello stato a distanza. Chi cerca il service manual dell'AED 3 di solito cerca proprio questo: il manuale dell'amministratore, che ZOLL pubblica per i propri modelli ed è il documento da cui si copia il piano di manutenzione, invece di dedurlo da un modello simile.

Philips, A.M.I. Italia, Powerheart, LIFEPAK e Schiller

Philips HeartStart HS1 e FRx usano la batteria M5070A, dichiarata per 4 anni d'uso dopo l'installazione — e con una «install by date» che va letta prima di metterla nell'apparecchio — mentre gli SMART Pads II si fermano a 2 anni. È la forbice più larga della tabella: sullo stesso DAE gli elettrodi vanno sostituiti circa due volte per ogni ciclo di batteria. Il FR3, che è il modello della gamma professionale, ha consumabili propri e va letto sul suo manuale.

A.M.I. Italia è il caso che spiega perché questa guida esiste in francese: «maintenance défibrillateur ami italia» è una delle ricerche più frequenti sul tema, e riguarda la gamma Saver One, molto diffusa fra Italia e Francia. Batteria ed elettrodi hanno scadenze dichiarate nel manuale della versione specifica — Saver One, Saver One D, Saver One P — e non si ereditano da un'altra marca: qui la tabella rimanda deliberatamente al manuale invece di proporre un numero.

Restano tre apparecchi che si incontrano spesso in azienda. Cardiac Science Powerheart G5 dichiara la batteria Intellisense a 4 anni e un autotest quotidiano, settimanale e mensile segnalato dall'indicatore Rescue Ready. Physio-Control LIFEPAK CR2 dichiara 4 anni sia per la batteria sia per gli elettrodi, con versioni connesse che notificano lo stato a distanza. Schiller FRED PA-1 lavora con una batteria interna di lunga durata, ma il fabbricante non pubblica liberamente la documentazione: il dato va chiesto al rivenditore o all'assistenza autorizzata e annotato alla consegna, non cercato online.

Il controllo a vista, in pratica

È quello che si intende davvero con «controllo batterie DAE»: sei verifiche che il referente del DAE fa in meno di un minuto, senza attrezzi e senza aprire nulla. Non sostituisce l'autotest, guarda quello che l'autotest non vede.

  • L'indicatore di stato conferma l'esito dell'ultimo autotest, senza spie rosse né segnali acustici
  • La batteria è dentro la sua finestra di validità e nessun indicatore segnala carica in esaurimento
  • La data stampata sugli elettrodi — o sul Pad-Pak, se batteria ed elettrodi sono un pezzo solo — non è passata
  • La confezione degli elettrodi è sigillata e integra, senza gel essiccato o involucro danneggiato
  • Il DAE è nella sua teca, segnalato e raggiungibile, e la teca chiude come deve
  • L'esito del controllo è annotato con data, marca, modello e nome di chi ha guardato

Chi fa cosa, e con che ritmo

Due di queste attività hanno una cadenza fissata da una legge: il controllo di stato in Italia, che il DM 16 marzo 2023 vuole annotato almeno una volta a settimana, e la verifica tecnica tedesca. Le altre nascono dal manuale del modello: è una differenza da tenere presente prima di scrivere «obbligatorio» in una procedura interna.

  1. 01

    Autotest

    automatico, con la frequenza prevista dal manuale del modello

    il DAE stesso

  2. 02

    Controllo a vista

    in Italia almeno una volta a settimana, con annotazione sul registro (DM 16 marzo 2023)

    referente DAE

  3. 03

    Sostituzione degli elettrodi

    alla data dichiarata dal fabbricante, e comunque dopo ogni utilizzo

    referente DAE o manutentore

  4. 04

    Sostituzione della batteria

    alla data dichiarata dal fabbricante: 4 o 5 anni per i modelli in tabella

    referente DAE o manutentore

  5. 05

    Verifica tecnica di sicurezza

    dove è prevista: in Germania almeno ogni 2 anni sui DAE già in dotazione

    tecnico qualificato

Le durate di batteria ed elettrodi sono per modello, non per marca: la tabella qui sopra è il punto di partenza, il manuale del tuo apparecchio è il riferimento che prevale.

Il registro di manutenzione, paese per paese

In Francia il registro è un adempimento esplicito. L'arrêté du 29 octobre 2019, in applicazione del décret n° 2018-1186, chiede di tenere un registre de maintenance in cui ogni intervento sul DAE lascia traccia — identità di chi lo esegue, data, natura dell'intervento e resoconto — e di eseguire la manutenzione secondo le istruzioni del fabbricante; l'apparecchio va inoltre dichiarato nella base dati nazionale geolocalizzata. Si legge spesso citato il décret n° 2007-705 du 4 mai 2007: quel testo autorizza chiunque a usare un DAE, non impone il registro.

In Italia il registro c'è, e la cadenza pure. Il DM 16 marzo 2023, attuativo della L. 116/2021, chiede al soggetto responsabile di annotare almeno una volta a settimana lo stato di funzionamento del DAE, della batteria e degli elettrodi (allegato A, punto C.4): è un obbligo, non una buona prassi, e va scritto come tale nelle procedure interne. Accanto c'è l'adempimento con la data certa: la L. 116/2021 chiede di comunicare il dispositivo alla centrale 118/112 con ubicazione, marca, modello e scadenza dei consumabili — il termine di 60 giorni dell'art. 6 riguardava i DAE già in dotazione quando la legge è entrata in vigore, mentre un apparecchio nuovo si comunica all'installazione.

In Germania l'ordine dei fattori si inverte. Dotarsi di un AED non è obbligatorio — la DGUV Information 204-010 è una raccomandazione — ma su un apparecchio già in dotazione il § 12 MPBetreibV chiede la Sicherheitstechnische Kontrolle almeno ogni due anni, eseguita da un tecnico qualificato ai sensi del § 5 e documentata per cinque anni. I DAE per soccorritori laici dotati di autotest e collocati in spazi accessibili al pubblico ne sono esentati, a fronte del controllo visivo continuo del gestore; dal 1° gennaio 2027 i nuovi apparecchi laici con autotest dovranno però documentare gli esiti e trasmetterli automaticamente al gestore.

Svizzera e Austria restano volutamente più aperte. In Svizzera non c'è un obbligo legale di dotarsi di un DAE e la manutenzione segue le indicazioni del fabbricante, sulla scia della raccomandazione SUVA e del dovere generale di diligenza del datore di lavoro; viene segnalato che in alcuni cantoni — il Ticino fra questi — l'apparecchio vada annunciato alla centrale 144: prima di darlo per fatto, chiedilo alla tua centrale. In Austria il § 6 MPBV prevede controlli tecnici di sicurezza sui dispositivi medici attivi, ma per i DAE l'intervallo non è uniforme e dipende dalle indicazioni del fabbricante: conviene farselo confermare dal servizio tecnico autorizzato invece di fissare una data a caso.

L'autotest non guarda il calendario

Un DAE che lampeggia verde tutti i giorni può avere gli elettrodi scaduti da mesi: l'autotest verifica che l'elettronica e la carica siano a posto adesso, non che i ricambi siano ancora nella loro data. Il secondo errore ricorrente è confondere la vita di scaffale con quella in standby — un ricambio sigillato da tre anni in magazzino non porta con sé tutta la propria vita una volta installato — e il terzo è cambiare solo il pezzo più vicino alla scadenza, dimenticando l'altro. E dopo ogni utilizzo gli elettrodi si sostituiscono comunque, qualunque data portino stampata.

Questa guida è materiale informativo: non sostituisce le norme citate, il manuale del fabbricante o il parere di un tecnico qualificato. ToriSet organizza scadenze e documenti, non certifica la conformità.

Excel, cartellino o registro

Le stesse scadenze, senza il foglio da ricalcolare.

Chi arriva in fondo a una guida come questa di solito tiene le date su un foglio Excel, su un cartellino o a memoria. Funziona finché i beni sono pochi e la persona è una. Ecco cosa cambia con un registro.

Come si fa di solito

Un foglio Excel con una data per riga, su un PC solo

Con ToriSet

Un registro condiviso: chi apre la scheda vede cosa scade e chi ha fatto l'ultimo intervento

Come si fa di solito

La prossima scadenza la ricalcoli tu, se ti ricordi

Con ToriSet

La calcola ToriSet dall'ultimo intervento: a mesi, a ore o quello che arriva prima

Come si fa di solito

Il promemoria è un post-it o un'agenda

Con ToriSet

Un'email 30, 14, 7 e 1 giorno prima, a te e a chi deve intervenire

Come si fa di solito

Verbali e fatture in una cartella, da cercare quando servono

Con ToriSet

Allegati all'intervento, sulla scheda del bene

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Regole per paese

Cosa cambia da un paese all'altro.

La scadenza di batteria ed elettrodi la fissa il fabbricante in tutti e cinque i paesi: nessuno qui sotto la sostituisce con un proprio numero. Quello che cambia da un paese all'altro è il contorno — chi deve registrare l'apparecchio, che cosa va scritto nel registro e se esiste una verifica tecnica periodica sul dispositivo.

Scegli il paese

La scelta resta salvata su questo browser.

Italia

Riferimenti

  • Legge 116/2021

    Disciplina la diffusione dei DAE e chiede di registrare l'apparecchio presso la centrale operativa 118/112, con ubicazione, marca, modello e scadenza dei consumabili.

  • DM 24 aprile 2013

    Il «decreto Balduzzi»: per la manutenzione del DAE rimanda alle indicazioni del fabbricante e alla normativa sui dispositivi elettromedicali, senza fissare una propria cadenza.

  • DM 16 marzo 2023

    Il decreto attuativo della L. 116/2021 (GU n. 171 del 24 luglio 2023): l'allegato A, punto C.4, chiede al soggetto responsabile un registro in cui annotare almeno una volta a settimana lo stato di funzionamento di DAE, batteria ed elettrodi.

  • CEI EN 62353

    La norma tecnica sulle verifiche periodiche di sicurezza elettrica dei dispositivi elettromedicali, DAE compresi.

Cadenze

Registrazione del DAE

all'installazione, presso la centrale 118/112 (i 60 giorni della L. 116/2021 riguardavano i DAE già in dotazione)

titolare o referente del DAE

Controllo a vista con annotazione sul registro

almeno una volta a settimana, secondo il DM 16 marzo 2023

soggetto responsabile del DAE o persona da lui incaricata

Sostituzione di batteria ed elettrodi

alle date dichiarate dal fabbricante nel manuale del modello; gli elettrodi anche dopo ogni utilizzo

referente DAE o manutentore

NotaIl controllo settimanale non è una prassi consigliata ma un obbligo: viene dal DM 16 marzo 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 luglio 2023, e quello che chiede è il registro — annotare, non solo guardare. Le scadenze di batteria ed elettrodi restano invece quelle del manuale del tuo modello.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono di più.

Ogni quanto va fatta la manutenzione di un DAE?

Le attività sono quattro e hanno ritmi diversi. L'autotest lo esegue l'apparecchio da solo, con la frequenza prevista dal suo manuale. Il controllo a vista in Italia è un obbligo con una cadenza precisa: il DM 16 marzo 2023 chiede di annotare almeno una volta a settimana, su un registro, lo stato di DAE, batteria ed elettrodi. Batteria ed elettrodi si sostituiscono alle date dichiarate dal fabbricante — 4 o 5 anni per i modelli più diffusi — e gli elettrodi anche dopo ogni utilizzo. La verifica tecnica periodica esiste come obbligo in Germania, dove il § 12 MPBetreibV la chiede almeno ogni due anni sui DAE già in dotazione.

Quando si cambia la batteria di un defibrillatore?

Dipende dal modello, e la forbice va da 4 a 5 anni sui DAE più diffusi. ZOLL dichiara fino a 5 anni in standby sia sulle batterie CR123 dell'AED Plus sia sulla batteria dell'AED 3; Philips dichiara 4 anni d'uso dopo l'installazione per la M5070A di HeartStart HS1 e FRx; Cardiac Science 4 anni per la batteria Intellisense del Powerheart G5; Physio-Control 4 anni sul LIFEPAK CR2. Su HeartSine la domanda non si pone da sola: batteria ed elettrodi stanno nel Pad-Pak, che vale 4 anni. La data che conta resta quella stampata sul pezzo che hai in mano.

Ogni quanto scadono gli elettrodi del DAE?

Da 2 a 5 anni secondo la marca. Gli SMART Pads II di Philips si fermano a 2 anni, come i Pedi-padz II pediatrici di ZOLL; i CPR-D-padz dell'AED Plus e i CPR Uni-padz dell'AED 3 arrivano a 5; il Pad-Pak di HeartSine, che contiene anche la batteria, a 4; il LIFEPAK CR2 dichiara 4 anni. Per Saver One di A.M.I. Italia, FR3 di Philips, Powerheart G5 e FRED PA-1 la data va letta sul manuale della versione che hai. In ogni caso gli elettrodi usati su una persona si sostituiscono subito, a prescindere dalla scadenza.

Dove trovo il manuale di manutenzione del mio DAE?

Sul sito del fabbricante, cercando per modello e non per marca: ZOLL pubblica i manuali dell'amministratore di AED Plus e AED 3, Philips mette a disposizione le istruzioni d'uso di HeartStart sul proprio portale documentale, HeartSine pubblica il manuale dei samaritan PAD. Per Schiller e per alcune gamme Stryker / Physio-Control la documentazione non è liberamente scaricabile: va chiesta al rivenditore o all'assistenza autorizzata. Quando arriva un apparecchio nuovo, la cosa più utile è annotare subito marca, modello, numero di serie e le date di batteria ed elettrodi.

ToriSet tiene le scadenze del DAE al posto mio?

ToriSet ti aiuta a rispettarle. Registri ogni defibrillatore con marca, modello e numero di serie, e da lì il piano nasce dal manuale del fabbricante: batteria ed elettrodi hanno ciascuno la propria data, i promemoria arrivano prima che scada e i documenti restano attaccati all'apparecchio giusto, anche quando in sede convivono marche diverse. La registrazione presso la centrale 118/112, il registro previsto nel tuo paese e la sostituzione fisica dei ricambi restano adempimenti tuoi.

Con ToriSet

Cinque marche in sede, cinque calendari diversi.

Con un DAE solo si tiene a mente; con dieci, fra HeartSine, ZOLL, Philips e A.M.I. Italia, ogni apparecchio ha le sue date. Registra marca, modello e numero di serie: il piano nasce dal manuale del fabbricante e i promemoria arrivano prima che una scadenza passi.

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