ToriSet
Guida · DAE

Il defibrillatore è obbligatorio in alcuni luoghi, non ovunque — e la differenza conta.

In Italia il DAE non è obbligatorio dappertutto, ma lo è da più tempo di quanto si pensi: dal 2013 per le società sportive che organizzano gare e allenamenti, e dal 2021 — con un programma ancora in attuazione — per le pubbliche amministrazioni più grandi, gli aeroporti, le stazioni e i mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Per un'azienda privata qualunque, oggi, non c'è invece un obbligo generale di legge. Qui c'è la mappa completa: dove l'obbligo c'è, dove non c'è, e cosa cambia se lavori anche in Francia, Germania, Svizzera o Austria.

impianti sportivi: obbligo dal 2014/2017PA e trasporti: L. 116/2021, in attuazioneaziende private: nessun obbligo generale
Inizia gratisSenza carta di credito · Free: 10 prodotti e 3 persone

In Italia ci sono due obblighi diversi, non uno solo

Chi cerca «obbligo defibrillatore» trova spesso risposte generiche, come se in Italia esistesse un'unica legge che impone il DAE a tutti. Non è così: gli obblighi sono due, nati in momenti diversi e rivolti a soggetti diversi, e capire quale riguarda la propria attività è il primo passo per non confondersi.

Il primo, il più vecchio, riguarda lo sport: dal DM 24 aprile 2013 — il «decreto Balduzzi» — le società sportive professionistiche e dilettantistiche devono dotarsi di un DAE per gare e allenamenti. Il secondo, più recente e ancora in fase di attuazione, riguarda la pubblica amministrazione e i trasporti: la L. 116/2021 avvia un programma quinquennale che parte dalle scuole e arriva, progressivamente, agli aeroporti, alle stazioni, ai porti e ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza.

Fuori da questi due ambiti — cioè per la grande maggioranza delle aziende private, dei negozi, degli uffici e dei capannoni — non esiste, oggi, un obbligo generale di legge. È il punto che genera più confusione, ed è per questo che conviene chiarirlo subito.

Dove il DAE è già obbligatorio, oggi

Il quadro cambia molto da un ambito all'altro: alcuni obblighi sono pienamente in vigore da anni, altri seguono un programma che si completa per fasi, luogo per luogo.

AmbitoObbligoRiferimentoDa quando
Impianti sportivi (gare e allenamenti)sì, per le società professionistiche e dilettantisticheDM 24 aprile 2013professionistiche dal 2014, dilettantistiche dal 1° luglio 2017
Scuole di ogni ordine e grado, universitàsì, priorità del programma quinquennaleL. 116/2021in attuazione progressiva
Pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti aperte al pubblicoL. 116/2021in attuazione progressiva
Aeroporti, stazioni ferroviarie, portiL. 116/2021in attuazione progressiva
Mezzi di trasporto con percorrenza continuata di almeno 2 oreL. 116/2021in attuazione progressiva
Aziende private generiche (uffici, negozi, capannoni)nessun obbligo generale

Sono due programmi paralleli, non uno solo: quello per lo sport (2013, già a regime) e quello per pubblica amministrazione e trasporti (2021, ancora in attuazione luogo per luogo). Verifica sempre se la tua attività rientra in uno dei due, prima di concludere che «il DAE è obbligatorio» o che non lo è.

Impianti sportivi: l'obbligo più vecchio, e il più preciso

Il DM 24 aprile 2013 riguarda le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, con esclusioni limitate alle discipline a impegno cardiocircolatorio ridotto. L'obbligo copre sia le competizioni sia gli allenamenti, non solo le gare ufficiali: è un dettaglio che sfugge spesso a chi pensa che basti avere il DAE il giorno della partita.

Le scadenze originarie distinguevano sei mesi per le società professionistiche e trenta per le dilettantistiche: per le professionistiche l'obbligo è quindi efficace da inizio 2014 e non è mai stato prorogato; per le dilettantistiche il termine è stato prorogato più volte, fino a diventare definitivo il 1° luglio 2017.

Quando più società condividono lo stesso impianto pubblico, la norma non chiede un DAE a testa: chiede che il dispositivo installato sia condiviso fra chi usa lo spazio, e che sia notificato alla centrale operativa 118 competente.

Società sportive: obbligo in Italia, scelta in Germania e Austria

«Il defibrillatore è obbligatorio in palestra?» ha risposte opposte a poche centinaia di chilometri di distanza: in Italia è un obbligo di legge da oltre dieci anni, in Germania e in Austria non esiste un obbligo generale di dotazione, e in Francia dipende dalla categoria dell'edificio più che dallo sport che ci si pratica.

PaeseObbligo per lo sportRiferimentoSe il DAE c'è già
Italiasì, società professionistiche e dilettantistiche, in gara e in allenamentoDM 24 aprile 2013; L. 116/2021registrazione al sistema di emergenza territoriale e consumabili sostituiti alle scadenze del fabbricante
Franciasì se l'impianto è un ERP fra le categorie interessate: 1-3 dal 2020, 4 dal 2021, parte della 5 — impianti sportivi compresi — dal 2022Décret n° 2018-1186dichiarazione su Géo'DAE e registro di manutenzione con data, operatore e natura dell'intervento (Arrêté du 29 octobre 2019)
Germaniano, nessun obbligo generale per un'associazione sportiva: la DGUV Information 204-010 è una raccomandazioneDGUV Information 204-010l'associazione è il gestore del dispositivo: controllo tecnico di sicurezza (STK) almeno ogni 2 anni, salvo l'esenzione per gli AED laici con autotest (§ 12 MPBetreibV)
Austriano, nessun obbligo generale: AUVA e Croce Rossa lo raccomandano per grandi eventi e impianti molto frequentati§ 39 AStV (primo soccorso, senza citare il DAE)resta un dispositivo medico: manutenzione e verifiche secondo il fabbricante e la normativa sui dispositivi medici
Svizzerano, nessun obbligo federale, e nessun cantone lo ha introdotto finoraOLT 3, art. 36manutenzione secondo le indicazioni del fabbricante (raccomandazione SUVA); in Ticino verifica la registrazione presso la centrale 144

La tabella riguarda l'obbligo di dotazione. Dove quell'obbligo non c'è, il DAE può comunque essere richiesto dal regolamento della federazione, dal proprietario dell'impianto o da una polizza assicurativa: conviene verificare il proprio caso invece di generalizzare. Cosa vale su un dispositivo già installato è nel blocco «regole per paese» qui sotto.

In ufficio e in azienda: nessun obbligo generale, ma non finisce lì

Chi cerca «defibrillatore obbligatorio in ufficio» in tedesco trova la stessa risposta che vale in tutta l'area germanofona: no. In Germania il datore di lavoro deve organizzare il primo soccorso aziendale in base alla valutazione dei rischi, e la DGUV Information 204-010 si limita a raccomandare il DAE dove il rischio è elevato, l'affluenza di pubblico è alta o i soccorsi impiegano più di dieci minuti ad arrivare. In Austria il § 39 AStV chiede una dotazione adeguata al rischio senza citare il dispositivo; in Svizzera non esiste un obbligo federale e la competenza sanitaria resta cantonale.

In Italia si arriva alla stessa conclusione per un'altra strada: il D.Lgs. 81/2008 chiede un primo soccorso proporzionato al rischio e non nomina il defibrillatore, mentre la L. 116/2021 si rivolge alla pubblica amministrazione e ai trasporti. La Francia è l'eccezione, ma non per il mestiere di chi ci lavora: l'obbligo segue l'edificio. Sono gli ERP — gli établissements recevant du public — a doversi dotare del DAE secondo la categoria e il calendario del décret n° 2018-1186, quindi un ufficio aperto al pubblico può rientrarci e uno che ospita soltanto i propri dipendenti, di norma, no: prima di concludere conviene sapere in che categoria è classificato l'immobile.

L'obbligo che sfugge più spesso arriva dopo l'acquisto, non prima. In Germania chi possiede un DAE ne è il gestore: il § 12 MPBetreibV chiede un controllo tecnico di sicurezza (Sicherheitstechnische Kontrolle, STK) almeno ogni due anni, eseguito da un tecnico qualificato ai sensi del § 5 MPBetreibV, con la documentazione da conservare cinque anni. Gli AED «laici» con autotest installati in spazi accessibili al pubblico ne sono esentati finché il gestore mantiene il controllo visivo, e dal 1° gennaio 2027 i nuovi apparecchi di questo tipo dovranno anche documentare e trasmettere automaticamente al gestore l'esito dell'autotest. Comprare il defibrillatore è una scelta; tenerlo pronto all'uso, una volta appeso al muro, non lo è più.

Anche senza obbligo, attrezzarsi ha senso: cosa serve davvero

Fuori dagli ambiti coperti dalla legge, dotarsi di un DAE resta una scelta — ma una scelta che vale la pena strutturare come se fosse un obbligo, non come un acquisto isolato.

  • Un dispositivo visibile, raggiungibile e segnalato, non chiuso in un ripostiglio o in un cassetto
  • Personale che sa dove si trova e come si usa, anche perché in un'emergenza può intervenire chiunque sia presente
  • Batteria ed elettrodi con una scadenza propria, verificata: è la parte che si dimentica più spesso
  • Un registro degli interventi e delle verifiche, anche quando nessuna norma lo impone esplicitamente

«Le aziende sono obbligate ad avere il DAE» è falso, quasi sempre

È l'equivoco più diffuso: il D.Lgs. 81/2008 chiede un primo soccorso proporzionato al rischio, ma non nomina il defibrillatore, e la L. 116/2021 riguarda pubbliche amministrazioni e trasporti, non le aziende private in quanto tali. Chi opera in un settore ad alto rischio o alta affluenza di pubblico può comunque trovarlo richiesto da un regolamento di settore, un capitolato d'appalto o una polizza assicurativa: vale la pena verificarlo caso per caso, invece di darlo per scontato in un senso o nell'altro.

Da «solo personale formato» a «chiunque sia presente»

Una delle novità meno note della L. 116/2021 è che, in caso di arresto cardiaco o sospetto tale e in assenza di personale sanitario o di soccorritori formati, l'uso del DAE è consentito anche a chi non ha ricevuto un addestramento specifico: il dispositivo guida vocalmente chi lo usa, passo per passo. Restare formati fa comunque la differenza tra intervenire subito e perdere tempo prezioso a capire cosa fare.

Questa guida è materiale informativo: non sostituisce le norme citate, il manuale del fabbricante o il parere di un tecnico qualificato. ToriSet organizza scadenze e documenti, non certifica la conformità.

Excel, cartellino o registro

Le stesse scadenze, senza il foglio da ricalcolare.

Chi arriva in fondo a una guida come questa di solito tiene le date su un foglio Excel, su un cartellino o a memoria. Funziona finché i beni sono pochi e la persona è una. Ecco cosa cambia con un registro.

Come si fa di solito

Un foglio Excel con una data per riga, su un PC solo

Con ToriSet

Un registro condiviso: chi apre la scheda vede cosa scade e chi ha fatto l'ultimo intervento

Come si fa di solito

La prossima scadenza la ricalcoli tu, se ti ricordi

Con ToriSet

La calcola ToriSet dall'ultimo intervento: a mesi, a ore o quello che arriva prima

Come si fa di solito

Il promemoria è un post-it o un'agenda

Con ToriSet

Un'email 30, 14, 7 e 1 giorno prima, a te e a chi deve intervenire

Come si fa di solito

Verbali e fatture in una cartella, da cercare quando servono

Con ToriSet

Allegati all'intervento, sulla scheda del bene

Inizia gratisSenza carta di credito · Free: 10 prodotti e 3 persone
Regole per paese

Cosa cambia da un paese all'altro.

L'obbligo di dotarsi di un DAE non è armonizzato in Europa: l'Italia lo impone per ambiti specifici e con leggi dedicate, la Francia lo impone per categorie di edifici aperti al pubblico, mentre Germania, Svizzera e Austria non hanno, ad oggi, un obbligo generale — solo raccomandazioni. Attenzione però: «nessun obbligo di dotazione» non vuol dire «nessun obbligo», perché chi il DAE ce l'ha già risponde comunque delle regole sui dispositivi medici. Qui sotto l'orientamento paese per paese; la fonte che vale resta la norma citata.

Scegli il paese

La scelta resta salvata su questo browser.

Italia

Riferimenti

  • DM 24 aprile 2013

    Il «decreto Balduzzi»: impone alle società sportive professionistiche e dilettantistiche la dotazione di un DAE per gare e allenamenti — in vigore dal 2014 per le professionistiche e, dopo più proroghe, dal 1° luglio 2017 per le dilettantistiche — con condivisione del dispositivo fra chi usa lo stesso impianto pubblico.

  • L. 4 agosto 2021, n. 116

    Avvia un programma quinquennale di diffusione dei DAE, con priorità a scuole e università, poi alle pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti aperte al pubblico, agli aeroporti, alle stazioni, ai porti e ai mezzi di trasporto con percorrenza continuata di almeno due ore.

  • DM 16 marzo 2023

    Il decreto attuativo della L. 116/2021 (GU n. 171 del 24 luglio 2023): fissa i criteri e le modalità per l'installazione dei DAE e mette in capo al soggetto responsabile un registro in cui annotare almeno una volta a settimana lo stato di DAE, batteria ed elettrodi (allegato A, punto C.4).

  • DM 7 aprile 2023

    Il decreto Salute-Sport (GU n. 186 del 10 agosto 2023) sull'uso dei DAE da parte delle società sportive che usufruiscono di impianti sportivi pubblici: il dispositivo va condiviso fra chi usa l'impianto e registrato presso la centrale 118, con manutenzione secondo le scadenze del manuale d'uso.

Cadenze

Società sportive (gare e allenamenti)

in vigore dal 2014 per le professionistiche, dal 1° luglio 2017 per le dilettantistiche

società sportive professionistiche e dilettantistiche

Scuole e università

priorità del programma quinquennale, attuazione in corso

istituti scolastici e atenei

PA, aeroporti, stazioni, porti, trasporti a lunga percorrenza

programma progressivo, non ancora completo ovunque

enti pubblici e gestori del servizio

NotaFuori da questi ambiti specifici non esiste, oggi, un obbligo generale di legge per le aziende private: restano valide le regole generali sul primo soccorso del D.Lgs. 81/2008. Attenzione però alla parte che scatta dopo l'acquisto: chi il DAE ce l'ha, per scelta o per obbligo, lo comunica alla centrale 118/112 e tiene il registro con l'annotazione settimanale prevista dal DM 16 marzo 2023.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono di più.

Dove è obbligatorio il DAE in Italia?

In due ambiti distinti: negli impianti sportivi, per le società professionistiche e dilettantistiche durante gare e allenamenti (DM 24 aprile 2013), e nella pubblica amministrazione e nei trasporti, secondo il programma quinquennale della L. 116/2021 — scuole, PA con almeno 15 dipendenti aperte al pubblico, aeroporti, stazioni, porti e mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Il secondo obbligo è ancora in attuazione progressiva, non completo ovunque.

Il defibrillatore è obbligatorio per le aziende private?

No, non in generale. Il D.Lgs. 81/2008 chiede un primo soccorso adeguato al rischio, ma non impone il DAE come dotazione specifica per le aziende private, a meno che non rientrino negli ambiti coperti dalla L. 116/2021 (pubblica amministrazione, trasporti). Un regolamento di settore, un capitolato o un'assicurazione possono comunque richiederlo: conviene verificare la propria situazione, non generalizzare.

Il DAE è obbligatorio negli impianti sportivi?

Sì, ed è l'obbligo più vecchio dei due: dal DM 24 aprile 2013, in vigore dal 2014 per le società professionistiche e — dopo più proroghe — dal 1° luglio 2017 per le dilettantistiche, durante competizioni e allenamenti. Chi condivide un impianto pubblico con altre società può condividere anche il DAE, purché il dispositivo sia notificato alla centrale 118 competente.

Chi può usare un defibrillatore in un'emergenza?

Da quando è in vigore la L. 116/2021, in caso di arresto cardiaco e in assenza di personale sanitario o di soccorritori formati, il DAE può essere usato anche da chi non ha ricevuto un addestramento specifico: il dispositivo guida vocalmente ogni passaggio. Restare formati resta comunque la differenza tra intervenire subito e perdere secondi preziosi.

Un'associazione sportiva deve avere il defibrillatore in Germania o in Austria?

Non per obbligo di legge: né la Germania né l'Austria impongono a un club sportivo di dotarsi di un DAE, e la DGUV Information 204-010 resta una raccomandazione legata alla valutazione dei rischi. In Italia invece l'obbligo c'è, ed è quello del DM 24 aprile 2013 per gare e allenamenti. Attenzione alla parte che vale comunque: se il DAE c'è già, in Germania il club ne è il gestore e il § 12 MPBetreibV chiede il controllo tecnico di sicurezza almeno ogni due anni, salvo l'esenzione per gli apparecchi laici con autotest.

Serve un defibrillatore in ufficio?

Per legge quasi mai: in Italia, Germania, Austria e Svizzera nessuna norma impone il DAE a un ufficio in quanto tale, e resta l'obbligo generale di un primo soccorso proporzionato al rischio. In Francia il criterio è l'edificio e non l'attività: sono gli ERP delle categorie interessate a doversi dotare del dispositivo secondo il décret n° 2018-1186. Se invece il defibrillatore in ufficio c'è già, in Germania scattano gli obblighi del gestore previsti dal § 12 MPBetreibV — controllo tecnico di sicurezza ogni due anni, documentazione conservata cinque anni — con l'esenzione prevista per gli AED laici con autotest.

ToriSet tiene le scadenze del DAE al posto mio?

ToriSet ti aiuta a rispettarle: registri il tuo defibrillatore con modello, posizione e scadenze di batteria ed elettrodi, e da lì ricevi promemoria in anticipo e tieni i verbali di verifica attaccati al dispositivo giusto. Decidere se e dove il DAE ti serve, e installarlo secondo le norme applicabili, resta una scelta e una responsabilità tue.

Con ToriSet

Il DAE non si dimentica da solo, ma la scadenza sì.

Batteria, elettrodi, verifica periodica: ToriSet ti aiuta a rispettare le scadenze del tuo defibrillatore, avvisa in anticipo e tiene i documenti attaccati al dispositivo giusto — resti tu a decidere dove il DAE serve davvero.

Senza carta di credito · Free: 10 prodotti e 3 persone