La batteria e gli elettrodi del DAE hanno scadenze proprie, diverse da modello a modello.
Non esiste un'unica «scadenza del DAE»: la batteria e gli elettrodi sono due ricambi diversi, con date diverse, fissate dal manuale del fabbricante e non da un numero di legge uguale per tutti. Qui ci sono le cadenze tipiche di ZOLL, HeartSine, AMI Italia, Philips e Physio-Control, come si legge la data giusta sul dispositivo che hai davanti e cosa chiede la normativa italiana sul controllo del DAE.
Batteria ed elettrodi non condividono la stessa data
Chi possiede un DAE spesso cerca «la scadenza del defibrillatore», come se fosse una sola. In realtà un DAE ha due materiali di consumo con vita propria: la batteria, che alimenta l'apparecchio e la scarica, e gli elettrodi — le piastre adesive — che si applicano al paziente e trasmettono l'impulso. Ognuno ha una data stampata sulla propria confezione o cartuccia, e le due date quasi mai coincidono.
A differenza degli estintori, per i DAE non esiste in Italia una norma tecnica che fissi un numero di mesi uguale per tutti i modelli. Il DM 24 aprile 2013 — il «decreto Balduzzi» — all'allegato E rimanda esplicitamente alle scadenze indicate nel manuale d'uso del fabbricante e alla normativa sui dispositivi elettromedicali: è il produttore, non il legislatore, a fissare la vita utile di batteria ed elettrodi.
La conseguenza pratica è che la stessa azienda, con due marche diverse di DAE, ha quasi certamente due calendari di scadenza diversi. Non è un dettaglio da manuale: è la ragione per cui trattare «la scadenza del DAE» come se fosse una sola porta, quasi sempre, a scoprirla passata quando è ormai tardi.
Scadenza di batterie ed elettrodi, modello per modello
I valori qui sotto vengono dai manuali e dalle schede tecniche dei fabbricanti. Verificali sempre sul tuo apparecchio: possono cambiare da una revisione di prodotto all'altra, e la data stampata sul pezzo che hai in mano vale più di qualunque tabella.
| Modello | Batteria | Elettrodi | Nota |
|---|---|---|---|
| ZOLL AED Plus | batterie al litio tipo 123: fino a 5 anni in standby (3 anni sulle versioni software precedenti alla 5.32) | CPR-D-padz: 5 anni; Pedi-padz II pediatrici: 2 anni | secondo il manuale del fabbricante |
| ZOLL AED 3 | batteria al litio: fino a 5 anni in standby dall'installazione, 2 anni di scaffale prima di installarla | CPR Uni-padz: 5 anni | batteria «intelligente», segnala lo stato su display o via WiFi |
| HeartSine samaritan PAD (350/360/500) | inclusa nel Pad-Pak | Pad-Pak — batteria ed elettrodi in un'unica cartuccia: 4 anni dalla produzione | un'unica data da monitorare, non due |
| AMI Italia Saver One | garantita 5 anni dal produttore, standby oltre 3 anni, oltre 200 scariche | circa 30 mesi (2 anni e mezzo) | secondo la documentazione del produttore |
| Philips HeartStart HS1 / FRx | M5070A: 4 anni di funzionamento dopo l'installazione, fino a 5 anni di scaffale prima | SMART Pads (II): 2 anni | verifica la «install-by date» stampata sulla batteria |
| Physio-Control LIFEPAK CR2 | 4 anni, con garanzia del fabbricante per l'intero periodo | 4 anni | secondo la scheda tecnica Physio-Control / Stryker |
Fonte: manuali d'uso e schede tecniche dei singoli fabbricanti (ZOLL, HeartSine, AMI Italia, Philips, Physio-Control). La data che vale sempre è quella stampata sul dispositivo o sulla cartuccia che hai davanti, non quella di un modello simile.
Scaffale, installazione, autotest: tre date che si confondono facilmente
Non tutte le «date di scadenza» misurano la stessa cosa. La vita di scaffale (shelf life) è quanto un ricambio sigillato può restare in magazzino prima di essere installato: per la batteria Philips M5070A, ad esempio, arriva a 5 anni. La vita utile in standby comincia invece dal giorno dell'installazione sul DAE, ed è più corta — per la stessa batteria, 4 anni. Confondere le due porta quasi sempre a sottostimare quanto resta davvero da vivere all'apparecchio, oppure il contrario.
I fabbricanti che uniscono batteria ed elettrodi in un'unica cartuccia — il Pad-Pak di HeartSine è il caso più netto — risolvono il problema alla radice: un solo pezzo, una sola data, nessuna combinazione da tenere a mente. È una scelta di design che riduce l'errore umano, al prezzo di sostituire insieme due componenti anche quando solo uno è davvero vicino alla scadenza.
L'autotest quotidiano o settimanale che il DAE esegue da solo — e segnala con un LED o un segnale acustico — verifica che l'elettronica sia funzionante, non che batteria ed elettrodi siano nella loro data. Un DAE che supera l'autotest ogni giorno può avere comunque gli elettrodi scaduti da mesi: l'autotest guarda al presente, la data stampata sulla cartuccia guarda al futuro.
Cosa controllare, in pratica
Sono verifiche che non richiedono un tecnico: le fa chi in azienda è stato individuato come referente del DAE, con la frequenza minima settimanale prevista dal DM 16 marzo 2023.
- L'autotest quotidiano o settimanale del DAE è stato superato senza segnalazioni di errore
- Il LED o l'indicatore di stato della batteria non segnala carica insufficiente
- La data di scadenza stampata sulla cartuccia degli elettrodi non è già passata
- La confezione degli elettrodi è integra, senza gel essiccato o involucro danneggiato
- L'esito del controllo è annotato nel registro, con data e nome di chi ha verificato
- Il DAE è raggiungibile, segnalato e nella teca prevista, senza ostacoli davanti
Chi controlla cosa, e quando
Il DM 16 marzo 2023, attuativo della L. 116/2021, chiede un registro con controllo di stato almeno settimanale; il resto della cadenza — quando sostituire batteria ed elettrodi — lo fissa il manuale del fabbricante, modello per modello.
- 01
Autotest
quotidiano o settimanale, secondo il modello
il DAE stesso, in automatico
- 02
Controllo dello stato
almeno una volta a settimana
referente DAE individuato dall'azienda
- 03
Sostituzione della batteria
secondo il manuale del fabbricante (nella prassi ogni 3-5 anni)
referente DAE o manutentore
- 04
Sostituzione degli elettrodi
secondo il manuale del fabbricante (nella prassi ogni 2-5 anni)
referente DAE o manutentore
- 05
Verifica funzionale periodica
secondo il manuale e la normativa sui dispositivi elettromedicali
tecnico qualificato
Le cadenze di sostituzione non sono uguali da modello a modello: è la tabella qui sopra, non un numero unico, il riferimento da seguire.
Gli errori più comuni con batterie ed elettrodi
Il primo è fidarsi solo dell'autotest: verifica l'elettronica, non la data stampata sulla cartuccia. Il secondo è confondere la vita di scaffale con quella in standby, e credere che un ricambio nuovo ma fermo in magazzino da tre anni abbia ancora tutta la sua vita utile una volta installato. Il terzo, tipico dei DAE con elettrodi e batteria separati, è sostituire solo il pezzo più vicino alla scadenza e dimenticare l'altro: le due date vanno controllate insieme, anche quando sono lontane fra loro.
Questa guida è materiale informativo: non sostituisce le norme citate, il manuale del fabbricante o il parere di un tecnico qualificato. ToriSet organizza scadenze e documenti, non certifica la conformità.
Le stesse scadenze, senza il foglio da ricalcolare.
Chi arriva in fondo a una guida come questa di solito tiene le date su un foglio Excel, su un cartellino o a memoria. Funziona finché i beni sono pochi e la persona è una. Ecco cosa cambia con un registro.
Un foglio Excel con una data per riga, su un PC solo
Un registro condiviso: chi apre la scheda vede cosa scade e chi ha fatto l'ultimo intervento
La prossima scadenza la ricalcoli tu, se ti ricordi
La calcola ToriSet dall'ultimo intervento: a mesi, a ore o quello che arriva prima
Il promemoria è un post-it o un'agenda
Un'email 30, 14, 7 e 1 giorno prima, a te e a chi deve intervenire
Verbali e fatture in una cartella, da cercare quando servono
Allegati all'intervento, sulla scheda del bene
Cosa cambia da un paese all'altro.
Le scadenze di batteria ed elettrodi le fissa il fabbricante ovunque: nessun paese qui sotto le sostituisce con un proprio numero. A cambiare da paese a paese è chi deve controllare il DAE, con che frequenza registrarlo e chi esegue le verifiche tecniche periodiche sul dispositivo elettromedicale.
La scelta resta salvata su questo browser.
Italia
Riferimenti
DM 24 aprile 2013
Il «decreto Balduzzi»: per la manutenzione del DAE rimanda alle scadenze del manuale del fabbricante e alla normativa sui dispositivi elettromedicali.
L. 116/2021
Impone la registrazione del DAE presso la centrale 118/112 e prevede un servizio di segnalazione delle scadenze di batteria ed elettrodi.
DM 16 marzo 2023
Il decreto attuativo della L. 116/2021: chiede un registro con annotazione, almeno una volta a settimana, dello stato attivo di DAE, batteria e piastre; i DAE con connettività integrata sono esonerati dalla compilazione manuale.
CEI EN 62353
La norma tecnica sulle verifiche periodiche di sicurezza elettrica dei dispositivi elettromedicali, DAE compreso.
Cadenze
Controllo di stato
almeno una volta a settimana, secondo il DM 16 marzo 2023
referente DAE
Registrazione del dispositivo
alla prima installazione, presso la centrale 118/112
titolare o referente DAE
NotaLa legge fissa la frequenza del controllo, non la scadenza dei ricambi: quella resta nel manuale del tuo modello.
Francia
Riferimenti
décret n° 2018-1186
Rende obbligatorio il DAE negli ERP (locali aperti al pubblico) e impone la manutenzione dell'apparecchio e dei suoi accessori secondo le indicazioni del fabbricante.
Cadenze
Manutenzione e controllo periodico
secondo il manuale del fabbricante
il fabbricante, un prestatore terzo abilitato o il gestore del locale
NotaLa manutenzione può essere affidata al fabbricante, a un prestatore esterno o al gestore stesso: la scelta è dell'ERP, l'obbligo di farla no.
Germania
Riferimenti
MPBetreibV
L'ordinanza tedesca sui gestori di dispositivi medici: impone un controllo tecnico di sicurezza (Sicherheitstechnische Kontrolle) almeno ogni due anni sui DAE.
DIN EN 62353
La norma tecnica su cui si basa il controllo tecnico di sicurezza dei dispositivi elettromedicali.
Cadenze
Controllo tecnico di sicurezza (STK)
almeno ogni 2 anni
persona competente abilitata
NotaÈ il quadro più esplicito dei cinque: la Germania è l'unico paese qui che fissa per legge una cadenza di verifica tecnica del DAE, indipendente dalla scadenza dei ricambi.
Svizzera
Riferimenti
MepV / ODmed
Il quadro svizzero sui dispositivi medici: chiede al gestore di pianificare e documentare la manutenzione, senza fissare una cadenza unica per il DAE.
Cadenze
Controllo visivo e autotest
secondo il piano interno; il controllo tecnico di sicurezza non è richiesto se il DAE ha autotest automatico e controlli visivi regolari
personale sul posto
NotaLa cadenza dei ricambi la fissa comunque il manuale del fabbricante; per gli obblighi di verifica tecnica, verifica la classificazione del tuo apparecchio.
Austria
Riferimenti
Medizinprodukte-Betreiberverordnung (MPBV)
Il quadro austriaco sui gestori di dispositivi medici: prevede controlli tecnici di sicurezza sui dispositivi medici attivi, con intervalli che dipendono dalla classificazione del dispositivo.
Cadenze
Controllo tecnico di sicurezza
secondo la classificazione del dispositivo e le indicazioni del fabbricante
persona o organismo abilitato
NotaL'intervallo per i DAE non è fissato in modo uniforme come in Germania: verifica la documentazione del tuo apparecchio e, in caso di dubbio, chiedi conferma al fabbricante o a un organismo abilitato.
Quello che ci chiedono di più.
Quanto dura la batteria di un defibrillatore (DAE)?
Dipende dal modello: secondo i manuali dei fabbricanti, varia indicativamente da 3 a 5 anni. Le batterie ZOLL AED Plus e AED 3 arrivano fino a 5 anni in standby, quella Philips HeartStart HS1/FRx a 4 anni dopo l'installazione, quella AMI Italia Saver One è garantita 5 anni dal produttore. Non c'è un numero unico valido per ogni DAE: la data che conta è quella stampata sulla batteria che hai davanti.
Ogni quanto scadono gli elettrodi di un DAE?
Anche qui la forbice è ampia, da 2 a 5 anni secondo il modello: gli elettrodi Philips SMART Pads e quelli AMI Italia arrivano a circa 2-2,5 anni, i CPR-D-padz e CPR Uni-padz di ZOLL a 5 anni. Il Pad-Pak di HeartSine unisce batteria ed elettrodi in un'unica cartuccia con una sola scadenza, a 4 anni dalla produzione. Controlla sempre la data stampata sulla confezione o sulla cartuccia.
Dove trovo le istruzioni di manutenzione per ZOLL, HeartSine o AMI Italia?
Nel manuale d'uso del tuo modello specifico, che ogni fabbricante mette a disposizione: ZOLL e Philips pubblicano un portale IFU (Instructions for Use) consultabile per numero di serie, HeartSine stampa la scadenza direttamente sul Pad-Pak, AMI Italia la riporta nel manuale della gamma Saver One. In caso di dubbio, la scheda del tuo apparecchio prevale su qualunque indicazione generica trovata online.
Quanto dura la batteria dello ZOLL AED 3?
Secondo il manuale ZOLL, la batteria al litio dell'AED 3 ha una vita utile fino a 5 anni una volta installata in standby, con 2 anni di scaffale prima dell'installazione; è una batteria «intelligente» che segnala il proprio stato sul display o via WiFi al sistema di gestione. Il modello precedente, l'AED Plus, arriva anch'esso fino a 5 anni con le batterie al litio tipo 123, ma solo con le versioni software più recenti.
ToriSet tiene le scadenze di batterie ed elettrodi al posto mio?
ToriSet ti aiuta a rispettarle: registri il tuo DAE con marca, modello e numero di serie, e da lì il piano di scadenze nasce dal manuale del fabbricante — batteria ed elettrodi inclusi — con promemoria automatici prima che una data passi. Il controllo settimanale e la registrazione presso la centrale 118 restano un tuo adempimento, così come la sostituzione fisica dei ricambi.
Batteria ed elettrodi: due scadenze diverse per ogni DAE in dotazione.
Con un solo DAE si tiene a mente. Con dieci, cambiati fra ZOLL, HeartSine, AMI Italia e Philips, ogni ricambio ha la sua data e il rischio di perderne una cresce. Registra ogni apparecchio con il suo modello: il piano di scadenze nasce dal manuale del fabbricante e i promemoria arrivano prima che la data passi.
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