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La «prova fumi» ha un nome tecnico preciso, ed è la UNI 10389-1, non un obbligo a sé.

La UNI 10389-1:2019 è la norma tecnica italiana che descrive come si misura, sul campo, il rendimento di combustione di un generatore di calore — quella che tutti chiamano «prova fumi». Non fissa nessuna scadenza: dice quali parametri misurare (temperatura, O2 o CO2, CO e, per i liquidi, l'indice di fumosità) e con quale metodo. Diventa un passaggio obbligato quando il DPR 74/2013 la richiama per il controllo di efficienza energetica, con una periodicità che dipende da potenza e combustibile — non dalla norma tecnica in sé. Qui c'è cosa misura davvero, come si svolge la prova e come si confronta con gli equivalenti esteri.

UNI 10389-1:2019richiamata dal DPR 74/2013, art. 8almeno 3 letture per parametro
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Cosa regola la UNI 10389-1, in breve

La UNI 10389-1:2019 «Misurazioni in campo — Generatori di calore — Parte 1: Apparecchi alimentati a combustibile liquido e/o gassoso» è la norma tecnica italiana che descrive come si misura, sul campo, il rendimento di combustione di un generatore di calore — quella che nel linguaggio comune si chiama «prova fumi» o «analisi di combustione». Si applica ai generatori alimentati a gas e/o combustibile liquido, per riscaldamento e/o produzione di acqua calda sanitaria; restano fuori i generatori a combustibile solido e gli impianti inseriti in un ciclo di processo industriale. Esiste anche una UNI 10389-2, dedicata ad altre tipologie di generatore, che questa guida non tratta.

È una norma tecnica volontaria, non una legge: nessuno è tenuto a rispettarla in quanto tale. Diventa un passaggio obbligato dove un testo di legge la richiama, e in Italia questo avviene con il DPR 74/2013, che all'articolo 8 chiede che il rendimento di combustione sia misurato «in conformità alle norme tecniche UNI in vigore». È il punto preciso in cui la norma tecnica smette di essere solo un riferimento per gli addetti ai lavori e diventa il metodo con cui, in pratica, si esegue il controllo di efficienza energetica previsto dalla legge.

La UNI 10389-1 non fissa però nessuna scadenza: dice come si misura, non ogni quanto farlo. La periodicità del controllo di efficienza energetica — che dipende da potenza e combustibile del generatore — la fissa il DPR 74/2013, non questa norma tecnica. Per le cadenze, e per la differenza fra manutenzione ordinaria e controllo di efficienza energetica, vale quanto spiega la guida dedicata alla manutenzione della caldaia.

Cosa misura davvero la «prova fumi»

La norma definisce quattro parametri, non tutti richiesti per ogni tipo di generatore: i primi tre servono a calcolare il rendimento di combustione, il quarto vale solo per chi brucia combustibile liquido.

ParametroCosa indicaQuando si misura
Temperatura dei fumi e dell'aria comburenteDa qui, insieme all'ossigeno, si ricava la perdita di calore al caminoSempre
Ossigeno (O2) o anidride carbonica (CO2)Indica quanta aria in eccesso entra nella combustioneSempre
Monossido di carbonio (CO)Segnala una combustione incompleta, prima ancora che un problema di rendimentoSempre
Indice di fumosità (scala Bacharach)Il particolato incombusto nei fumi: valori alti sporcano più in fretta lo scambiatoreSolo combustibile liquido

Dai primi tre valori il software dell'analizzatore calcola il rendimento di combustione. Lo strumento deve essere conforme alla norma UNI CEI EN 50379-1.

Come si svolge la prova, in pratica

Il tecnico inserisce la sonda dell'analizzatore nel punto di prelievo dei fumi e attende che il generatore raggiunga condizioni di regime: la norma chiede che la temperatura dei fumi resti stabile entro 2 °C prima di considerare valida la misura. È un passaggio spesso sottovalutato: una lettura presa a freddo, o durante un transitorio, non è affidabile.

Per ogni parametro la norma chiede almeno tre misurazioni, a intervalli di almeno 60 secondi: nell'edizione 2019 la prova, nel complesso, dura circa due minuti — più breve rispetto all'edizione precedente. Per i generatori a combustibile liquido si aggiunge la lettura dell'indice di fumosità, di norma con una pompa manuale o elettronica dedicata. Lo strumento usato deve essere conforme alla norma UNI CEI EN 50379-1.

Il rapporto di prova riporta i valori misurati e il rendimento di combustione calcolato, con allegata la stampa dell'analizzatore, anche in formato elettronico. Quando la prova fa parte del controllo di efficienza energetica previsto dal DPR 74/2013, questi dati confluiscono nel rapporto di controllo di efficienza energetica (RCEE), nel modello fissato dal DM 10 febbraio 2014, e il tecnico lo allega al libretto di impianto.

Cosa fa il tecnico durante la prova fumi

Il dettaglio dipende dallo strumento e dal generatore, ma la sequenza di una prova fumi secondo la UNI 10389-1 è quasi sempre questa.

  • Verifica il tiraggio e il punto di prelievo dei fumi prima di inserire la sonda dell'analizzatore
  • Aspetta che il generatore raggiunga condizioni di regime: temperatura dei fumi stabile entro 2 °C
  • Misura almeno tre volte, a intervalli di almeno 60 secondi, temperatura fumi, O2 o CO2 e monossido di carbonio
  • Per i generatori a combustibile liquido, aggiunge la lettura dell'indice di fumosità sulla scala Bacharach
  • Il software dell'analizzatore calcola il rendimento di combustione dai valori misurati
  • Allega la stampa dell'analizzatore al rapporto di prova, e — se è un controllo di efficienza energetica — al RCEE

«Prova fumi» non fissa da sola nessuna scadenza di legge

La UNI 10389-1 dice come si misura, non quando: la norma tecnica non contiene nessuna periodicità. È un errore diffuso pensare che basti la norma tecnica a imporre una scadenza; a fissarla, quando esiste, è il testo di legge che la richiama — in Italia il DPR 74/2013, con una cadenza legata a potenza e combustibile del generatore. Un'analisi di combustione fatta fuori da un controllo previsto per legge segue comunque il metodo della norma, ma non ha di per sé una cadenza obbligatoria.

Cosa non dice un buon esito della prova fumi

Un esito regolare dice che la combustione, in quel momento, rientra nei parametri misurati: non certifica la sicurezza dell'intero impianto, non sostituisce la manutenzione ordinaria del generatore — che segue il libretto del fabbricante, non questa norma — e non è la stessa cosa del collaudo dell'impianto termico. Sono controlli distinti, con un oggetto diverso ciascuno.

Questa guida è materiale informativo: non sostituisce le norme citate, il manuale del fabbricante o il parere di un tecnico qualificato. ToriSet organizza scadenze e documenti, non certifica la conformità.

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Le stesse scadenze, senza il foglio da ricalcolare.

Chi arriva in fondo a una guida come questa di solito tiene le date su un foglio Excel, su un cartellino o a memoria. Funziona finché i beni sono pochi e la persona è una. Ecco cosa cambia con un registro.

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Regole per paese

Cosa cambia da un paese all'altro.

La UNI 10389-1 è una norma tecnica italiana: descrive come si misura il rendimento di combustione, non se e quando farlo — quello lo decide la legge che la richiama, dove esiste. Fuori dai confini nazionali ogni paese ha un proprio riferimento tecnico e un proprio testo di legge, spesso distinti fra loro. Qui sotto gli equivalenti esteri della misurazione dei fumi; la fonte che vale resta quella citata, insieme al manuale del generatore.

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Italia

Riferimenti

  • UNI 10389-1:2019

    La norma tecnica che descrive come misurare, sul campo, il rendimento di combustione dei generatori a gas e/o combustibile liquido: temperatura dei fumi, O2/CO2, CO e, per i liquidi, indice di fumosità.

  • DPR 74/2013, art. 8

    Richiama le norme tecniche UNI in vigore per la misura del rendimento di combustione: è il punto in cui la UNI 10389-1 entra nel controllo di efficienza energetica obbligatorio.

  • DM 10 febbraio 2014

    Fissa il modello del rapporto di controllo di efficienza energetica (RCEE), il documento in cui confluiscono i valori misurati secondo la UNI 10389-1.

Cadenze

Controllo di efficienza energetica (include la prova fumi)

ogni 4 anni per il gas, ogni 2 per gasolio e biomassa, dimezzata sopra i 100 kW

tecnico abilitato

NotaLa UNI 10389-1 fissa il metodo di misura, non la cadenza: la periodicità del controllo di efficienza energetica la fissa il DPR 74/2013. Per il quadro completo delle scadenze vedi la guida sulla manutenzione della caldaia.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono di più.

Cos'è la UNI 10389-1?

È la norma tecnica italiana che descrive come si misura, sul campo, il rendimento di combustione dei generatori di calore alimentati a gas e/o combustibile liquido — l'edizione in vigore è la UNI 10389-1:2019. Non è una legge: diventa il metodo di riferimento dove una norma di legge, come il DPR 74/2013, la richiama.

Come funziona la prova fumi della caldaia?

Il tecnico inserisce la sonda di un analizzatore di combustione nel punto di prelievo dei fumi, attende che il generatore raggiunga condizioni di regime termico stabile e misura almeno tre volte, a intervalli di almeno 60 secondi, temperatura dei fumi, ossigeno o anidride carbonica e monossido di carbonio; per i generatori a combustibile liquido aggiunge la lettura dell'indice di fumosità.

Cosa misura l'analisi di combustione della caldaia secondo la norma?

Temperatura dei fumi e dell'aria comburente, tenore di ossigeno (O2) o anidride carbonica (CO2), monossido di carbonio (CO) e, solo per i generatori a combustibile liquido, l'indice di fumosità sulla scala Bacharach. Dai primi tre valori si calcola il rendimento di combustione.

Cos'è il rendimento di combustione e come si calcola?

È la percentuale di energia del combustibile che il generatore trasferisce effettivamente all'acqua dell'impianto, al netto della perdita al camino — l'energia che se ne va con i fumi caldi. Si ricava dai valori di temperatura dei fumi, temperatura dell'aria comburente e tenore di ossigeno misurati secondo la UNI 10389-1, con il calcolo che lo strumento applica in automatico.

La prova fumi è sempre obbligatoria per legge?

No: la UNI 10389-1 è una norma tecnica volontaria. Diventa un passaggio obbligato quando rientra nel controllo di efficienza energetica previsto dal DPR 74/2013, con una periodicità legata a potenza e combustibile del generatore — non fissata dalla norma tecnica in sé. Le cadenze sono spiegate nella guida dedicata alla manutenzione della caldaia.

ToriSet tiene traccia della prova fumi e del controllo di efficienza energetica?

ToriSet ti aiuta a rispettare le scadenze previste dalla normativa applicabile: registri ogni generatore con la sua potenza e il suo combustibile, e il registro digitale degli interventi tiene insieme i rapporti di controllo allegati all'apparecchio giusto. La misurazione e la compilazione del rapporto restano in capo al tecnico abilitato.

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